DSA e BES
PDP non rispettato: cosa può fare la famiglia quando la scuola non applica gli strumenti compensativi, le misure dispensative o le modalità di verifica previste per uno studente con DSA?
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è uno strumento importante per garantire agli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento un percorso scolastico coerente con le loro caratteristiche e con le loro esigenze.
Ma cosa succede quando il PDP non viene rispettato?
Un insegnante può vietare una mappa concettuale prevista dal PDP? Cosa accade se non vengono concessi i tempi aggiuntivi? È possibile contestare una verifica? E se un docente continua a non applicare le misure previste?
In questo articolo vediamo cosa prevede la normativa sul PDP, quali sono i casi più frequenti di mancata applicazione e cosa può fare concretamente una famiglia.
Il supporto giusto può aiutarlo a trasformare gli strumenti compensativi in vere strategie di apprendimento.
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Si parla comunemente di PDP non rispettato quando una o più misure, strategie didattiche, strumenti compensativi, misure dispensative o modalità di verifica indicate nel Piano Didattico Personalizzato non vengono applicate nella pratica scolastica.
Il primo elemento da verificare è quindi molto semplice: cosa è scritto nel PDP?
Non basta sapere che lo studente ha una diagnosi di DSA. Occorre verificare quali interventi sono stati formalmente individuati dalla scuola per quel determinato studente.
Il PDP può infatti indicare, in relazione alle caratteristiche individuali:
strumenti compensativi;
misure dispensative;
modalità di verifica;
criteri di valutazione;
modalità di interrogazione;
tempi aggiuntivi;
strategie didattiche personalizzate;
strumenti digitali o tecnologici;
modalità di organizzazione del lavoro.
Il PDP dovrebbe quindi essere considerato uno strumento operativo e non soltanto un documento burocratico.
Il riferimento fondamentale è la Legge 170/2010, che riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come Disturbi Specifici dell'Apprendimento.
La legge prevede per gli studenti con DSA il diritto a una didattica individualizzata e personalizzata, all'utilizzo di strumenti compensativi e all'adozione di misure dispensative, oltre ad adeguate forme di verifica e valutazione.
Il successivo DM 5669 del 12 luglio 2011 e le relative Linee guida hanno fornito indicazioni operative per l'applicazione di questi principi nella scuola.
Un aspetto particolarmente importante riguarda la valutazione: le modalità di verifica e valutazione devono essere coerenti con gli interventi didattici adottati.
Il PDP, quindi, non dovrebbe rimanere un documento "nel cassetto": le misure individuate devono tradursi, per quanto previsto, nella concreta esperienza scolastica dello studente.
Per capire quando un PDP non viene rispettato, è importante distinguere tra strumenti compensativi e misure dispensative.
Gli strumenti compensativi aiutano lo studente a compensare una difficoltà specifica collegata al DSA.
A seconda delle esigenze individuali possono comprendere:
mappe concettuali;
schemi;
formulari;
calcolatrice;
tavola pitagorica;
computer;
videoscrittura con correttore ortografico;
sintesi vocale;
audiolibri;
testi digitali;
dizionari digitali;
software didattici.
Lo strumento deve essere scelto in relazione alle caratteristiche dello studente e alle attività da svolgere.
Le misure dispensative permettono invece di evitare alcune prestazioni particolarmente difficili o penalizzanti in relazione al disturbo, quando previste nel percorso dello studente.
Possono riguardare, per esempio:
lettura ad alta voce;
alcune attività di copiatura;
tempi aggiuntivi;
riduzione quantitativa del lavoro;
particolari modalità di verifica;
modalità specifiche di interrogazione;
alcune prestazioni legate alla lettura o alla scrittura.
Le misure dispensative non significano automaticamente "fare meno" o "studiare meno".
Devono essere individuate in relazione alle effettive difficoltà dello studente e non comportano automaticamente una riduzione degli obiettivi di apprendimento.
La mancata applicazione del PDP può manifestarsi in diversi modi.
Nel PDP è previsto l'utilizzo di mappe concettuali durante determinate verifiche.
Il giorno della prova il docente comunica allo studente:
"Durante la verifica non puoi utilizzare la mappa."
Se la mappa è effettivamente prevista dal PDP per quella tipologia di prova, è opportuno chiedere un chiarimento alla scuola.
Lo strumento compensativo non rappresenta infatti un "vantaggio" rispetto agli altri studenti, ma una modalità individuata per permettere allo studente di affrontare la prestazione tenendo conto delle proprie caratteristiche.
Il PDP prevede un tempo aggiuntivo per determinate verifiche, ma la prova viene ritirata allo scadere del tempo ordinario.
Anche in questo caso è importante verificare cosa prevede esattamente il PDP e per quali attività è previsto il tempo aggiuntivo.
Se la misura è stata formalmente individuata, la famiglia può chiedere chiarimenti al docente e, se necessario, al coordinatore di classe.
Uno studente con dislessia può avere difficoltà nella rapidità e nella correttezza della lettura.
Se nel PDP è prevista una misura specifica rispetto alla lettura ad alta voce e questa viene sistematicamente ignorata, la famiglia può chiedere un confronto con il docente e con il coordinatore di classe.
Un PDP può indicare modalità specifiche per lo svolgimento delle verifiche.
Per esempio:
consegne più chiare;
utilizzo di mappe;
utilizzo di formulari;
tempi aggiuntivi;
verifiche strutturate;
modalità orali alternative, quando previste.
Se queste indicazioni non vengono applicate, è importante verificare il contenuto preciso del PDP e confrontarsi con la scuola.
Questo è uno degli aspetti più delicati.
Pensiamo a uno studente con disortografia che deve scrivere un testo.
Se la prova deve soprattutto valutare la capacità di elaborare contenuti, ma il risultato viene fortemente penalizzato dagli errori ortografici direttamente collegati al disturbo, è opportuno chiedersi se la modalità di valutazione sia coerente con il percorso previsto.
La domanda da porsi è:
La prova sta realmente valutando la competenza richiesta oppure sta penalizzando soprattutto la difficoltà legata al DSA?
Immaginiamo Luca, studente di seconda superiore con dislessia.
Nel suo PDP sono previsti:
mappe concettuali;
schemi;
tempi aggiuntivi durante le verifiche;
interrogazioni programmate.
Arriva una verifica di storia.
Luca ha preparato l'argomento utilizzando una mappa, ma durante la prova il docente gli comunica che non può utilizzarla.
La verifica dura 60 minuti e Luca non riesce a completarla.
Il risultato è un voto insufficiente.
La prima cosa da fare non è necessariamente chiedere che il voto venga cancellato.
È più utile:
controllare il PDP;
verificare che la misura fosse effettivamente prevista per quella prova;
chiedere chiarimenti al docente;
coinvolgere il coordinatore se il problema non viene risolto;
conservare la documentazione relativa alla situazione.
È importante distinguere il singolo episodio da una situazione sistematica.
È una situazione che può creare molta confusione.
Un insegnante permette allo studente di usare le mappe.
Un altro le vieta.
Un docente concede il tempo aggiuntivo.
Un altro ritira il compito allo scadere del tempo ordinario.
Un professore programma le interrogazioni.
Un altro interroga senza preavviso.
In questi casi è importante tornare al documento ufficiale.
La domanda da porsi non è:
"Cosa concede questo professore agli studenti con DSA?"
ma:
"Cosa prevede il PDP di questo studente?"
Il PDP dovrebbe infatti formalizzare le modalità didattiche personalizzate, gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le forme di verifica e valutazione individuate per quello specifico studente.
Se una famiglia ritiene che il PDP non venga applicato correttamente, è possibile procedere per gradi.
Prima di qualsiasi contestazione è fondamentale conoscere il contenuto del documento.
Controlla:
strumenti compensativi;
misure dispensative;
modalità di verifica;
criteri di valutazione;
indicazioni specifiche per le singole discipline.
Un episodio isolato può dipendere da un errore, da una dimenticanza o da un'incomprensione.
Il confronto diretto può essere sufficiente per risolvere il problema.
Se la situazione riguarda più discipline o si ripete nel tempo, può essere utile coinvolgere il coordinatore.
L'obiettivo dovrebbe essere quello di favorire un'applicazione coerente delle misure previste.
Se il problema continua, la famiglia può chiedere un confronto con il dirigente scolastico.
È preferibile presentare la situazione in modo concreto:
cosa prevede il PDP;
quale misura non è stata applicata;
quando è accaduto;
durante quale attività o verifica;
quali conseguenze ha avuto.
È molto più efficace scrivere:
"Nel PDP è previsto l'utilizzo della mappa durante le verifiche di storia. Nella verifica del 15 ottobre la mappa non è stata autorizzata."
piuttosto che:
"La scuola non rispetta il PDP."
Questa è una delle domande più frequenti.
La risposta non è automaticamente sì e non significa che una verifica diventi automaticamente nulla.
Ogni situazione deve essere valutata considerando:
il contenuto del PDP;
la misura che non è stata applicata;
il tipo di verifica;
ciò che la prova intendeva valutare;
l'incidenza della mancata applicazione sulla prestazione;
le procedure previste dall'istituto.
La normativa stabilisce però un principio importante: la valutazione degli studenti con DSA deve essere coerente con gli interventi didattici adottati.
Per questo, davanti a una situazione problematica, è consigliabile chiedere un confronto con la scuola e documentare quanto accaduto.
Un episodio isolato e una situazione sistematica sono due cose diverse.
Se una misura viene dimenticata una volta, può trattarsi di un errore.
Se invece lo studente si trova ripetutamente senza gli strumenti previsti, può diventare necessario un confronto più strutturato.
Le conseguenze possono riguardare:
maggiore difficoltà nello svolgimento delle verifiche;
aumento dell'affaticamento;
peggioramento dei risultati;
maggiore ansia prima delle prove;
perdita di fiducia nelle proprie capacità;
maggiore difficoltà nell'organizzazione dello studio.
Per uno studente con DSA, sentirsi costantemente valutato attraverso le proprie difficoltà può incidere anche sulla motivazione.
Per questo è importante intervenire prima che il problema diventi strutturale.
Il PDP non dovrebbe essere un documento che resta nel cassetto. Deve diventare uno strumento concreto per accompagnare lo studente durante il percorso scolastico.
Se, oltre al supporto previsto dalla scuola, tuo figlio ha bisogno di imparare come organizzare lo studio, costruire mappe, memorizzare e prepararsi alle verifiche, un percorso individuale può aiutarlo a sviluppare maggiore autonomia.
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C'è un altro aspetto importante da considerare.
Anche quando il PDP viene applicato correttamente, uno studente con DSA può continuare ad avere difficoltà nello studio.
Può avere a disposizione:
mappe;
schemi;
sintesi vocale;
computer;
formulari;
tempi aggiuntivi;
e non sapere comunque come utilizzare questi strumenti in modo efficace.
Avere una mappa non significa automaticamente saper studiare con una mappa.
Avere la sintesi vocale non significa automaticamente saper trasformare ciò che si ascolta in informazioni da ricordare.
Avere un PDP non significa automaticamente avere un metodo di studio.
Ed è proprio in questo spazio che può essere utile il supporto di un tutor.
Un tutor può aiutare lo studente a sviluppare strategie concrete per affrontare lo studio quotidiano.
Il lavoro può riguardare:
organizzazione del materiale;
comprensione dei testi;
costruzione delle mappe concettuali;
schematizzazione;
tecniche di memorizzazione;
ripassi programmati;
preparazione delle verifiche;
gestione del tempo;
organizzazione dei compiti;
utilizzo degli strumenti compensativi;
sviluppo dell'autonomia.
L'obiettivo non è fare i compiti al posto dello studente.
Al contrario, il percorso dovrebbe aiutarlo progressivamente a capire come studiare in modo più efficace e autonomo.
Il PDP indica alla scuola quali strategie e strumenti adottare.
Il metodo di studio aiuta invece lo studente a capire come utilizzare concretamente quelle strategie nella vita scolastica di tutti i giorni.
Quando una famiglia scopre che una misura prevista dal PDP non è stata applicata, può essere comprensibilmente arrabbiata.
Prima di trasformare la situazione in un conflitto, però, può essere utile:
leggere attentamente il PDP;
verificare cosa è realmente previsto;
distinguere un episodio isolato da un comportamento sistematico;
chiedere spiegazioni;
parlare con il docente;
coinvolgere il coordinatore;
documentare gli episodi;
rivolgersi al dirigente se il problema persiste.
La finalità dovrebbe essere sempre la stessa: garantire allo studente condizioni adeguate per dimostrare ciò che sa e ciò che ha imparato.
È possibile iniziare verificando cosa prevede esattamente il PDP e chiedere un chiarimento al docente. Se il problema persiste, si può coinvolgere il coordinatore di classe e, se necessario, il dirigente scolastico.
Se la misura è effettivamente prevista nel PDP per quella determinata attività o tipologia di verifica, il suo mancato utilizzo merita un chiarimento con la scuola. È importante valutare il testo specifico del PDP e il contesto in cui si è verificato l'episodio.
La Legge 170/2010 riconosce agli studenti con DSA il diritto a una didattica individualizzata e personalizzata, agli strumenti compensativi e alle misure dispensative previste dalla normativa. Il DM 5669/2011 fornisce le indicazioni per la loro applicazione e formalizzazione nel percorso didattico.
Non automaticamente. Non esiste una regola generale secondo cui qualsiasi voto ottenuto in una prova svolta senza una misura prevista dal PDP debba essere automaticamente annullato. È necessario valutare il caso concreto e verificare la coerenza della prova e della valutazione con il percorso personalizzato.
No.
Il PDP non serve a garantire voti più alti.
Serve a mettere lo studente nelle condizioni di dimostrare le proprie conoscenze e competenze attraverso modalità coerenti con le sue caratteristiche.
Il percorso dello studente può cambiare nel tempo. Per questo le misure adottate possono essere monitorate e adattate in base alle esigenze che emergono durante il percorso scolastico.
La famiglia può chiedere alla scuola di verificare se la prova sia stata svolta in modo coerente con il PDP. L'eventuale ripetizione o revisione della prova dipende dalle circostanze concrete e dalle procedure adottate dall'istituto.
Quando una famiglia ritiene che il PDP non venga rispettato, può seguire un percorso graduale:
Leggere il PDP → individuare la misura prevista → verificare cosa è successo → parlare con il docente → coinvolgere il coordinatore → se necessario rivolgersi al dirigente → conservare la documentazione.
La domanda più importante non è soltanto:
"Mio figlio ha un DSA: quali diritti ha?"
Ma anche:
"Quali misure sono state previste per lui nel PDP e vengono realmente applicate?"
Conoscere il contenuto del proprio PDP permette alla famiglia di affrontare eventuali problemi in modo più preciso e costruttivo.
Avere un PDP non significa avere meno capacità.
Significa avere bisogno di modalità di apprendimento che tengano conto delle proprie caratteristiche.
Una mappa concettuale non sostituisce lo studio.
Una sintesi vocale non sostituisce la comprensione.
Una calcolatrice non sostituisce la conoscenza della matematica.
Un tempo aggiuntivo non garantisce un voto migliore.
Sono strumenti che possono aiutare lo studente a dimostrare ciò che sa senza essere penalizzato dalla difficoltà specifica legata al DSA.
E proprio per questo è importante che scuola, famiglia e studente lavorino nella stessa direzione.
Il PDP è una parte importante del percorso, ma lo studente può avere bisogno anche di un aiuto concreto nella gestione dello studio quotidiano.
Con Tutornow è possibile trovare un tutor per lavorare, in modo individualizzato, su metodo di studio, organizzazione, mappe, comprensione, memorizzazione, ripasso e preparazione delle verifiche.
Il tutor può aiutare lo studente a capire quali strategie funzionano meglio per lui e a utilizzare in modo più consapevole gli strumenti compensativi.
L'obiettivo è accompagnarlo verso una maggiore autonomia, organizzazione e fiducia nelle proprie capacità.
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Un PDP non rispettato può creare difficoltà concrete per uno studente con DSA, soprattutto quando la mancata applicazione delle misure previste si ripete nel tempo o incide sulle modalità con cui vengono svolte verifiche e valutazioni.
Per questo è importante conoscere il contenuto del PDP, sapere quali strumenti e misure sono stati individuati e mantenere un dialogo costante con la scuola.
Ma è altrettanto importante ricordare che il PDP non rappresenta un limite.
È uno strumento per creare condizioni più adeguate di apprendimento e valutazione.
E quando alle misure previste dalla scuola si aggiunge un metodo di studio costruito sulle caratteristiche dello studente, affrontare compiti, verifiche e interrogazioni può diventare più gestibile.
Perché l'obiettivo non è chiedere meno a uno studente con DSA. È metterlo nelle condizioni di poter dimostrare ciò che sa e sviluppare, passo dopo passo, la propria autonomia.
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