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DSA e organizzazione nello studio: strategie e metodo per studiare meglio

Fabia M.
Copertina del post

DSA e organizzazione nello studio: strategie e metodo per studiare meglio

Per uno studente con dislessia, disortografia, disgrafia o discalculia, organizzare compiti, materiali, tempi e ripassi può essere particolarmente impegnativo. Ma con le strategie giuste è possibile costruire un metodo di studio più efficace e, soprattutto, più autonomo.

"Ho studiato tutto il pomeriggio, ma non ho finito i compiti."

"Non so da dove cominciare."

"Mi ero dimenticato che domani avevo la verifica."

"Ho studiato, ma durante l'interrogazione non ricordavo niente."

Sono frasi che molti genitori di ragazzi con DSA conoscono bene.

Il problema, però, non è necessariamente la mancanza di impegno.

Uno studente può impegnarsi moltissimo e avere comunque difficoltà a organizzare il lavoro, stabilire le priorità, suddividere un compito complesso e capire quanto tempo dedicare a ogni attività.

Per questo, quando si parla di DSA e organizzazione nello studio, non basta dire a un ragazzo "devi organizzarti meglio".

È necessario insegnargli come farlo.


Tuo figlio passa ore sui libri ma fa fatica a organizzare compiti, verifiche e ripassi?

Un metodo di studio costruito sulle sue caratteristiche può aiutarlo a trasformare lo studio da una continua rincorsa a un'attività più organizzata e sostenibile.

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DSA e organizzazione nello studio: perché può essere difficile?

Ogni studente con DSA ha caratteristiche diverse e non esiste un unico modo di organizzare lo studio valido per tutti.

Le difficoltà possono riguardare, per esempio:

  • la gestione del tempo;

  • la pianificazione dei compiti;

  • la selezione delle informazioni importanti;

  • la memoria di lavoro;

  • la lettura di testi lunghi;

  • la scrittura;

  • il recupero delle informazioni;

  • l'organizzazione sequenziale delle attività;

  • la gestione di più materie contemporaneamente;

  • la preparazione delle verifiche;

  • il rispetto delle scadenze.


Questo non significa che uno studente con DSA non possa diventare autonomo.

Al contrario, l'obiettivo del lavoro sul metodo di studio dovrebbe essere proprio quello di aiutarlo a sviluppare strategie personali e funzionali, riducendo progressivamente la dipendenza dall'adulto.

Le Linee guida ministeriali prevedono infatti percorsi didattici individualizzati e personalizzati e sottolineano l'importanza di aiutare gli studenti con DSA ad acquisire competenze per utilizzare efficacemente gli strumenti compensativi.


DSA e organizzazione: il problema non è "studiare di più"

Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che, davanti a una difficoltà scolastica, la soluzione sia semplicemente aumentare le ore di studio.

Ma più tempo sui libri non significa necessariamente più apprendimento.

Uno studente può passare tre ore davanti a un capitolo senza sapere:

  • quali informazioni sono importanti;

  • cosa deve ricordare;

  • come organizzare gli argomenti;

  • quando ripassare;

  • come verificare se ha davvero imparato.


Il risultato può essere un enorme dispendio di energie con pochi risultati.

Per uno studente con DSA, quindi, la domanda dovrebbe essere:

"Come posso rendere lo studio più efficace?"

e non soltanto:

"Come posso studiare più a lungo?"


Come organizzare lo studio di uno studente con DSA?

L'organizzazione dello studio può essere costruita attraverso alcuni passaggi semplici.

Non è necessario introdurre dieci strumenti contemporaneamente.

È molto più efficace partire da poche strategie e trasformarle gradualmente in abitudini.

1. Scrivere tutto quello che bisogna fare

Il primo passo è evitare di affidarsi esclusivamente alla memoria.

Compiti, verifiche, interrogazioni, consegne e materiali possono essere raccolti in un unico sistema di organizzazione.

Può essere:

  • un'agenda;

  • un planner settimanale;

  • un calendario digitale;

  • una lista di attività;

  • un'applicazione per organizzare le attività.


L'importante è che sia semplice e realmente utilizzabile dallo studente.

Un sistema troppo complesso rischia di diventare un ulteriore compito da gestire.


2. Dividere i compiti grandi in attività più piccole

"Studiare storia" è un'indicazione troppo generica.

Per uno studente che fatica a organizzarsi può essere molto più utile trasformarla in:

Storia – Rivoluzione francese

  • leggere il paragrafo 1;

  • sottolineare le parole chiave;

  • costruire uno schema;

  • completare la mappa;

  • ripetere senza guardare il libro;

  • controllare cosa ricordo;

  • ripassare il giorno successivo.


In questo modo un compito apparentemente enorme diventa una sequenza di azioni concrete.


3. Stabilire le priorità

Non tutti i compiti hanno la stessa urgenza.

Lo studente può imparare a distinguere tra:

DA FARE OGGI

compiti da consegnare il giorno successivo;

DA PREPARARE

verifiche e interrogazioni imminenti;

DA RIPASSARE

argomenti già studiati;

DA ORGANIZZARE

materiali, quaderni, mappe e appunti.

Questa semplice distinzione può aiutare a ridurre la sensazione di avere "mille cose da fare".


4. Stimare il tempo necessario

Uno studente può facilmente pensare:

"Per fare matematica ci metto mezz'ora."

Poi scopre che servono novanta minuti.

Oppure può pensare:

"Per studiare questo capitolo mi servono tre ore."

e scoprire che, con una strategia più efficace, ne bastava una.

Per questo può essere utile iniziare a stimare il tempo e poi confrontare la previsione con il tempo realmente utilizzato.

Non serve essere precisi al minuto.

L'obiettivo è imparare progressivamente a conoscere i propri tempi.


DSA e gestione del tempo: perché è importante?

La gestione del tempo è una delle componenti fondamentali dell'organizzazione dello studio.

Un pomeriggio può essere percepito dallo studente come un unico blocco enorme:

"Devo studiare tutto."

Una pianificazione più concreta può invece trasformarlo in:

15:00–15:30 → matematica

15:30–15:40 → pausa

15:40–16:20 → storia

16:20–16:30 → pausa

16:30–17:00 → inglese

17:00–17:15 → ripasso

Non significa riempire ogni minuto.

Significa dare allo studente un punto di partenza e un punto di arrivo.


La tecnica del Pomodoro può essere utile per i DSA?

La tecnica del Pomodoro prevede generalmente l'alternanza tra periodi di lavoro concentrato e brevi pause.

Può essere utilizzata anche con studenti con DSA, ma non dovrebbe essere applicata rigidamente allo stesso modo per tutti.

Per alcuni studenti può essere utile lavorare per:

  • 20 minuti + 5 minuti di pausa;

  • 25 minuti + 5 minuti di pausa;

  • 30 minuti + 5-10 minuti di pausa.

La durata deve essere adattata all'età, al tipo di attività e alla capacità attentiva dello studente.

L'obiettivo non è rispettare il timer a tutti i costi.

È imparare a lavorare per intervalli sostenibili, evitando di arrivare a un livello di affaticamento che rende lo studio poco efficace.


DSA e organizzazione dei materiali

Organizzare lo studio significa anche organizzare ciò che serve per studiare.

Quaderni, libri, fotocopie, file digitali, mappe e appunti possono diventare rapidamente difficili da gestire.

Per questo può essere utile creare una struttura semplice.

Una possibile organizzazione

MATEMATICA

  • libro;

  • quaderno;

  • formulario;

  • esercizi;

  • mappe.


ITALIANO

  • libro;

  • grammatica;

  • antologia;

  • mappe;

  • riassunti.

STORIA

  • libro;

  • appunti;

  • mappe;

  • linea del tempo.


Anche il materiale digitale dovrebbe essere organizzato in cartelle facilmente riconoscibili.

Per esempio:

SCUOLA → 2ª SUPERIORE → STORIA → VERIFICA OTTOBRE

In questo modo trovare un documento non diventa una nuova fonte di stress.


Mappe e schemi: strumenti per organizzare il pensiero

Le mappe non servono soltanto durante le verifiche.

Possono diventare strumenti per organizzare le informazioni durante lo studio.

Una mappa può aiutare lo studente a visualizzare:

  • concetti principali;

  • collegamenti;

  • gerarchie;

  • sequenze;

  • relazioni tra informazioni.


Una recente guida metodologica dell'Associazione Italiana Dislessia dedica particolare attenzione a mappe, schemi, tabelle, diagrammi e altri mediatori didattici, evidenziandone il ruolo nell'organizzazione delle informazioni per gli studenti con DSA.

Ma attenzione: la mappa non deve diventare una copia del libro.

Se contiene troppe informazioni, rischia di perdere la sua funzione.

Una buona mappa dovrebbe aiutare lo studente a rispondere alla domanda:

"Quali sono le informazioni che devo assolutamente ricordare?"


DSA e organizzazione dei ripassi

Uno degli errori più frequenti è studiare tutto il giorno prima della verifica.

Per esempio:

Lunedì: studio storia.

Martedì: niente.

Mercoledì: niente.

Giovedì: verifica di storia.

Il giorno precedente lo studente cerca di ricordare tutto insieme.

Una strategia più efficace può prevedere ripassi distribuiti nel tempo.

Per esempio:

Lunedì: studio dell'argomento.

Martedì: 10 minuti di ripasso.

Giovedì: breve ripasso attraverso la mappa.

Weekend: verifica autonoma delle informazioni.

Giorno prima della verifica: ripasso finale.

L'obiettivo non è aggiungere ore di studio, ma distribuire meglio il lavoro.


Come preparare una verifica quando si ha un DSA?

La preparazione può essere organizzata in quattro fasi.

Fase 1: capire cosa devo sapere

Lo studente individua gli argomenti della verifica.

Fase 2: organizzare le informazioni

Utilizza:

  • schemi;

  • mappe;

  • tabelle;

  • parole chiave;

  • riassunti brevi.


Fase 3: studiare e recuperare le informazioni

Non basta rileggere.

È utile provare a:

  • spiegare l'argomento;

  • rispondere a domande;

  • completare una mappa;

  • fare un'autoverifica;

  • utilizzare flashcard.


Fase 4: controllare cosa manca

Alla fine lo studente dovrebbe chiedersi:

"Cosa so spiegare senza guardare?"

e

"Quali sono ancora i punti che non ricordo?"

Questa fase permette di concentrare il ripasso sulle reali difficoltà.


DSA e organizzazione: un esempio di pomeriggio di studio

Immaginiamo Andrea, studente di prima superiore con DSA.

Ha:

  • 5 esercizi di matematica;

  • 4 pagine di storia;

  • un testo di inglese;

  • un'interrogazione di scienze tra tre giorni.


Una pianificazione poco efficace potrebbe essere:

"Prima faccio tutti i compiti e poi studio scienze."

Ma se matematica richiede due ore, Andrea potrebbe arrivare a sera senza avere iniziato la preparazione dell'interrogazione.

Una pianificazione più efficace potrebbe essere:

Ore 15:00 – 15:30

Matematica: primi esercizi.

Ore 15:30 – 15:40

Pausa.

Ore 15:40 – 16:10

Storia: lettura e parole chiave.

Ore 16:10 – 16:20

Pausa.

Ore 16:20 – 16:50

Scienze: primo argomento e mappa.

Ore 16:50 – 17:20

Matematica: completamento esercizi.

Ore 17:20 – 17:30

Controllo del diario e preparazione del materiale per il giorno successivo.

In questo modo Andrea non ha soltanto "studiato".

Ha imparato a distribuire il lavoro in funzione delle scadenze.


DSA e organizzazione: cosa dovrebbe fare un genitore?

Uno degli obiettivi più importanti è evitare che il genitore diventi il "responsabile dell'organizzazione" dello studente.

All'inizio può essere necessario fornire supporto.

Ma progressivamente il ragazzo dovrebbe imparare a:

  • controllare il diario;

  • sapere cosa deve fare;

  • stabilire le priorità;

  • preparare il materiale;

  • controllare le scadenze;

  • organizzare i ripassi;

  • verificare il lavoro svolto.


Il genitore può accompagnare questo processo senza sostituirsi completamente allo studente.

La domanda può cambiare da:

"Hai fatto i compiti?"

a:

"Qual è il tuo programma per oggi?"

Questa piccola differenza sposta gradualmente la responsabilità sull'adolescente.


Gli errori più frequenti nell'organizzazione dello studio

Cercare di fare tutto insieme

Un pomeriggio pieno di attività diverse può aumentare la confusione.

Meglio procedere per blocchi.

Creare planner troppo complicati

Un sistema organizzativo deve essere utilizzabile, non perfetto.

Studiare solo il giorno prima

La distribuzione dei ripassi può aiutare a ridurre il carico dell'ultimo momento.

Confondere il tempo trascorso sui libri con l'apprendimento

Tre ore davanti al libro non significano necessariamente tre ore di apprendimento efficace.

Fare le mappe senza sapere perché

La mappa deve aiutare a comprendere e recuperare le informazioni, non diventare una semplice ricopiatura.

Lasciare tutto alla memoria

Diario, calendario, planner e promemoria possono aiutare a ridurre il carico organizzativo.


DSA e organizzazione nello studio: una routine semplice

Per iniziare non serve rivoluzionare completamente il pomeriggio.

Una routine può essere costruita attraverso 5 passaggi:

1. Controllo del diario

Cosa devo fare?

2. Controllo delle scadenze

Ci sono verifiche o interrogazioni nei prossimi giorni?

3. Scelta delle priorità

Cosa è più urgente?

4. Pianificazione

Quanto tempo posso dedicare alle diverse attività?

5. Controllo finale

Ho completato quello che avevo programmato?

Questa routine, ripetuta nel tempo, può trasformarsi in un'abitudine.


Quando il problema non è la volontà, ma il metodo di studio

Un ragazzo che dimentica i compiti, perde continuamente materiale o passa ore sui libri non è necessariamente "svogliato".

Potrebbe semplicemente non avere ancora sviluppato strategie efficaci per organizzare il proprio apprendimento.

Per questo è importante evitare frasi come:

"Se ti impegnassi davvero, ce la faresti."

e provare invece a capire:

"Qual è il passaggio dell'organizzazione che ti mette maggiormente in difficoltà?"

È da questa domanda che può iniziare un vero lavoro sul metodo di studio.


Organizzarsi non significa riempire un'agenda. Significa imparare a capire cosa fare, quando farlo e come farlo nel modo più efficace possibile.


Come può aiutare un tutor DSA?

Quando le difficoltà di organizzazione diventano frequenti, il supporto di un tutor può aiutare lo studente a costruire strategie personalizzate.

Il lavoro può concentrarsi su:

  • pianificazione dello studio;

  • gestione del tempo;

  • organizzazione dei materiali;

  • costruzione e utilizzo delle mappe;

  • comprensione dei testi;

  • tecniche di memorizzazione;

  • ripassi programmati;

  • preparazione delle verifiche;

  • organizzazione dei compiti;

  • uso degli strumenti compensativi;

  • sviluppo dell'autonomia.


L'obiettivo non è creare un calendario perfetto.

È aiutare lo studente a costruire un metodo che possa utilizzare anche senza il tutor.

AID sottolinea proprio il ruolo del metodo di studio adeguato alle caratteristiche individuali come elemento importante per favorire autonomia e successo formativo negli studenti con DSA.


Tutornow e il supporto allo studio DSA

Ogni studente ha esigenze diverse.

Per questo anche il metodo di studio non può essere identico per tutti.

Con Tutornow, uno studente con DSA può lavorare con un tutor sul proprio modo di affrontare lo studio, partendo dalle difficoltà concrete che incontra ogni giorno.

Il percorso può aiutare a lavorare su:

  • organizzazione;

  • pianificazione;

  • gestione del tempo;

  • mappe e schemi;

  • comprensione;

  • memorizzazione;

  • ripasso;

  • preparazione delle verifiche;

  • utilizzo degli strumenti compensativi;

  • autonomia.


L'obiettivo è accompagnare lo studente verso un modo di studiare più consapevole, organizzato e sostenibile.

👉 Tuo figlio fa fatica a organizzare lo studio? Scopri il supporto allo studio DSA di Tutornow e trova un tutor che possa aiutarlo a costruire il suo metodo. Contattaci


DSA e organizzazione nello studio: domande frequenti

Come organizzare lo studio di un ragazzo con DSA?

È utile partire da un sistema semplice: controllare le attività, individuare le scadenze, stabilire le priorità, suddividere i compiti in attività più piccole e programmare i ripassi.

Qual è il metodo di studio migliore per i DSA?

Non esiste un metodo unico valido per tutti gli studenti con DSA. Le strategie devono essere adattate alle caratteristiche individuali, alle materie e alle difficoltà specifiche dello studente.

Un planner può aiutare uno studente con DSA?

Sì, se è semplice e realmente utilizzabile. Un planner può aiutare a visualizzare compiti, verifiche, interrogazioni e scadenze, riducendo la necessità di affidarsi esclusivamente alla memoria.

Le mappe concettuali aiutano gli studenti con DSA?

Mappe, schemi, tabelle e altri mediatori possono essere strumenti molto utili per organizzare e recuperare le informazioni. Devono però essere costruiti e utilizzati in modo funzionale allo studio.

Come aiutare un ragazzo con DSA a diventare più autonomo?

È utile evitare di sostituirsi completamente a lui nell'organizzazione. L'adulto può inizialmente accompagnare il ragazzo nella pianificazione, aiutandolo progressivamente a controllare scadenze, priorità, materiali e ripassi in autonomia.

Quante ore deve studiare uno studente con DSA?

Non esiste un numero di ore valido per tutti. È più importante valutare la qualità dello studio, la difficoltà delle attività, l'età dello studente, i tempi individuali e la capacità di mantenere l'attenzione senza arrivare a un'eccessiva fatica.


In sintesi: 7 strategie per organizzare lo studio con un DSA

1. Scrivere sempre compiti e scadenze.

2. Dividere le attività grandi in piccoli obiettivi.

3. Stabilire le priorità.

4. Organizzare il tempo in blocchi sostenibili.

5. Utilizzare mappe, schemi e altri mediatori quando sono funzionali.

6. Distribuire i ripassi nel tempo.

7. Controllare progressivamente il lavoro in autonomia.

L'organizzazione non nasce dall'oggi al domani.

È una competenza che si costruisce attraverso esercizio, strategie e abitudini.


Conclusione

Parlare di DSA e organizzazione nello studio significa andare oltre il semplice "devi impegnarti di più".

Uno studente con DSA può avere bisogno di imparare come pianificare, come dividere il lavoro, come gestire il tempo, come organizzare le informazioni e come prepararsi alle verifiche.

Il punto di partenza non è chiedergli di fare di più.

È aiutarlo a capire come fare meglio.

Un buon metodo di studio non elimina le difficoltà legate al DSA, ma può aiutare lo studente a gestirle in modo più consapevole e a valorizzare le proprie risorse.

E soprattutto può accompagnarlo verso un obiettivo fondamentale: diventare progressivamente più autonomo nello studio.

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