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Segnali disortografia: come riconoscerli e cosa fare

Fabia M.
Copertina del post

Segnali disortografia: come riconoscerli?

Scrivere correttamente non significa soltanto avere una bella grafia.

Per mettere per iscritto una frase bisogna riuscire a trasformare correttamente i suoni nelle lettere, rispettare le regole ortografiche, separare le parole, utilizzare gli accenti e la punteggiatura.

Per alcuni bambini e ragazzi questo processo può rimanere particolarmente difficile anche dopo molto esercizio.

Errori che continuano a ripetersi, parole scritte in modi diversi, lettere mancanti o aggiunte e difficoltà con doppie, accenti e apostrofi possono portare genitori e insegnanti a chiedersi quali siano i possibili segnali della disortografia.

La disortografia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) che riguarda la componente linguistica della scrittura. La Legge 170/2010 la distingue dalla disgrafia, che riguarda invece prevalentemente la realizzazione grafica della scrittura.

Ma attenzione: commettere errori di ortografia non significa automaticamente avere la disortografia.

Durante l'apprendimento della scrittura è normale che un bambino commetta errori. Quello che può meritare maggiore attenzione è la presenza di difficoltà persistenti, significative e non spiegabili semplicemente con una scarsa conoscenza delle regole.


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Quali sono i principali segnali della disortografia?

Non esiste un singolo errore che permetta di riconoscere la disortografia.

Un bambino può sbagliare una parola perché non conosce una regola, è distratto o sta ancora imparando.

Per questo è più utile osservare il tipo di errore, la frequenza con cui si presenta e la sua persistenza nel tempo.

Tra i possibili segnali possiamo trovare difficoltà nella corrispondenza tra suoni e lettere, errori nelle regole ortografiche, omissioni o aggiunte di lettere, difficoltà con doppie, accenti e apostrofi.

Vediamoli più nel dettaglio.


1. Omissione di lettere o sillabe

Uno dei possibili segnali è la tendenza a saltare lettere o parti delle parole.

Per esempio, il bambino potrebbe scrivere una parola omettendo una consonante, una vocale o un'intera sillaba.

Gli errori possono aumentare quando deve scrivere velocemente o produrre un testo più lungo.

Non si tratta necessariamente di semplici distrazioni: se lo stesso tipo di errore compare frequentemente e in parole diverse, può essere utile osservarne l'andamento.


2. Aggiunta di lettere

Può verificarsi anche il fenomeno opposto: il bambino inserisce lettere o sillabe che nella parola non sono presenti.

La parola può quindi essere scritta in una forma diversa da quella corretta.

Anche in questo caso è importante non concentrarsi sul singolo errore, ma verificare se lo stesso meccanismo si ripete nel tempo.


3. Inversione o sostituzione di lettere

Un altro possibile segnale riguarda la sostituzione di una lettera con un'altra oppure l'inversione dell'ordine di alcuni elementi della parola.

Per esempio, il bambino può confondere suoni simili o modificare la sequenza di lettere.

È importante però non considerare ogni inversione come un segnale di disortografia.

Soprattutto nelle prime fasi dell'apprendimento della scrittura, alcuni errori sono fisiologici.

Ciò che conta è la persistenza e la frequenza delle difficoltà rispetto a quanto atteso per l'età e il livello scolastico.


4. Difficoltà con le doppie

Le doppie possono rappresentare una difficoltà ricorrente.

Il bambino può:

  • dimenticare una consonante doppia;
  • aggiungere una doppia dove non serve;
  • alternare correttamente e scorrettamente la stessa parola;
  • non riuscire a ricordare la grafia corretta anche dopo averla già incontrata molte volte.


Questo tipo di errore può diventare particolarmente evidente nei testi scritti spontaneamente.


5. Difficoltà con accenti e apostrofi

Anche accenti e apostrofi possono creare difficoltà.

Lo studente può dimenticare l'accento nelle parole che lo richiedono oppure utilizzarlo in modo non corretto.

Può inoltre avere difficoltà a distinguere situazioni in cui è necessario utilizzare l'apostrofo.

Quando questi errori sono frequenti e persistenti, possono essere un elemento da osservare insieme alle altre caratteristiche della scrittura.


6. Difficoltà nell'uso dell'H

L'utilizzo della H può essere particolarmente problematico.

Parole e forme verbali come:

  • ha;
  • a;
  • hanno;
  • anno;
  • ho;
  • o;


possono essere confuse.

Anche in questo caso, però, è importante distinguere tra una normale difficoltà nell'apprendimento di una regola e una difficoltà persistente nell'applicarla anche dopo averla esercitata.


7. Errori nelle parole con suoni simili

Alcuni bambini possono avere difficoltà a distinguere o rappresentare correttamente determinati suoni.

Questo può portare a sostituzioni di lettere o gruppi di lettere.

Per esempio, possono comparire errori in parole che contengono suoni particolarmente simili.

La valutazione delle difficoltà ortografiche considera proprio la presenza e la tipologia degli errori, non soltanto il loro numero.


8. Parole scritte in modi diversi

Un altro elemento da osservare è la variabilità della scrittura della stessa parola.

Il bambino può scrivere correttamente una parola in una frase e sbagliarla poco dopo.

Questo può indicare che la rappresentazione ortografica della parola non è ancora sufficientemente consolidata.

È diverso, quindi, dal semplice errore occasionale.


9. Difficoltà nella separazione delle parole

Alcuni studenti possono avere difficoltà nel capire dove termina una parola e ne inizia un'altra.

Possono quindi:

  • unire parole che dovrebbero essere separate;
  • separare parole che dovrebbero rimanere unite;
  • avere difficoltà con alcune espressioni;
  • commettere errori ricorrenti nella segmentazione della frase.


Queste difficoltà possono essere più evidenti nei testi scritti spontaneamente.


10. Molti errori anche quando il testo è breve

Un altro possibile segnale è la presenza di un numero elevato di errori anche in un testo molto semplice e breve.

Il bambino può conoscere la regola durante una spiegazione o riuscire a correggere un errore quando gli viene indicato, ma avere difficoltà a utilizzarla automaticamente mentre scrive.

Questo aspetto è importante perché scrivere richiede di gestire contemporaneamente molte attività: pensare a cosa dire, formulare la frase, scegliere le parole e trasformarle correttamente in forma scritta.


Segnali disortografia nella scuola primaria

La scuola primaria è il momento in cui le competenze di scrittura vengono progressivamente acquisite e automatizzate.

Per questo motivo è normale che nei primi anni compaiano errori ortografici.

Non tutti gli errori sono quindi motivo di preoccupazione.

È invece utile osservare l'evoluzione nel tempo.

Tra i possibili segnali possono esserci:

  • numerosi errori ortografici persistenti;
  • difficoltà nella corrispondenza tra suoni e lettere;
  • omissioni o aggiunte di lettere;
  • errori frequenti nelle doppie;
  • difficoltà con accenti e apostrofi;
  • confusione tra parole omofone;
  • difficoltà nella separazione delle parole;
  • errori che continuano nonostante esercizio e spiegazioni.


L'osservazione precoce è importante, ma deve essere accompagnata dalla necessaria cautela: le difficoltà dei primi anni non equivalgono automaticamente a una diagnosi di disortografia.


Segnali disortografia nella scuola media

Con la scuola secondaria di primo grado aumenta la quantità di scrittura richiesta.

Non si tratta più soltanto di completare brevi esercizi di ortografia: lo studente deve scrivere temi, risposte articolate, relazioni, riassunti e verifiche.

Una difficoltà persistente può quindi diventare più evidente.

Lo studente può:

  • commettere numerosi errori nei testi;
  • avere difficoltà a rileggere e correggere autonomamente;
  • dimenticare regole già studiate;
  • fare errori anche nelle parole più comuni;
  • concentrarsi così tanto sull'ortografia da perdere il filo di ciò che vuole scrivere;
  • evitare di produrre testi lunghi;
  • sentirsi insicuro durante le verifiche scritte.


In questa fase può emergere una differenza importante tra la qualità delle idee e la correttezza della loro trascrizione.


Segnali disortografia negli adolescenti

La disortografia può continuare a influenzare il percorso scolastico anche durante le scuole superiori.

Gli errori possono essere meno evidenti rispetto ai primi anni, ma continuare a comparire nei testi più lunghi o nelle situazioni in cui lo studente deve scrivere velocemente.

Un adolescente può:

  • fare errori ortografici ricorrenti;
  • avere difficoltà nella revisione dei testi;
  • impiegare molto tempo per rileggere ciò che ha scritto;
  • affidarsi molto al correttore automatico;
  • sentirsi insicuro nelle verifiche scritte;
  • evitare di scrivere testi lunghi;
  • avere difficoltà a prendere appunti contemporaneamente all'ascolto.


La presenza di una difficoltà ortografica non significa però necessariamente che lo studente abbia problemi di comprensione o di capacità espressiva.

Può accadere, al contrario, che abbia molte idee e una buona capacità di ragionamento, ma incontri difficoltà nel trasformarle correttamente in forma scritta.


Disortografia e disgrafia: qual è la differenza?

Questa distinzione è fondamentale.

Disortografia e disgrafia sono due disturbi diversi.

La disortografia riguarda principalmente il processo linguistico della scrittura, quindi la capacità di rappresentare correttamente le parole dal punto di vista ortografico.

La disgrafia riguarda invece principalmente la componente grafico-motoria della scrittura.

In parole semplici:

Disortografia → “Come scrivo correttamente la parola?”

Disgrafia → “Come realizzo graficamente la scrittura?”


Facciamo un esempio.

Uno studente potrebbe avere una grafia molto ordinata e perfettamente leggibile, ma scrivere:

“quore” invece di “cuore”

oppure commettere numerosi errori nelle doppie, negli accenti o nelle regole ortografiche.

In questo caso il problema riguarda la correttezza della scrittura, non la qualità del gesto grafico.

Al contrario, uno studente potrebbe conoscere perfettamente l'ortografia delle parole ma scriverle in modo molto lento, irregolare e difficile da leggere.

In questo caso la difficoltà potrebbe riguardare maggiormente la componente grafica.

Le due condizioni possono comunque anche presentarsi insieme.


Disortografia o semplici errori di ortografia?

Questa è una delle domande più importanti.

Tutti i bambini fanno errori di ortografia.

Imparare a scrivere correttamente richiede tempo, esercizio e consolidamento.

Per questo non è sufficiente contare gli errori presenti in un singolo compito.

È più utile osservare:

  • quali errori vengono commessi;
  • quanto spesso si ripetono;
  • se persistono nel tempo;
  • se compaiono anche in parole già conosciute;
  • se migliorano con l'esercizio;
  • quanto interferiscono con il lavoro scolastico.


Un bambino che sbaglia una regola che ha appena imparato si trova in una situazione molto diversa da uno studente che, nonostante anni di scuola ed esercizio, continua a presentare difficoltà ortografiche significative e persistenti.


Quando i segnali della disortografia meritano un approfondimento?

Non esiste un numero magico di errori oltre il quale si può parlare di disortografia.

È invece importante considerare la persistenza e la significatività delle difficoltà.

Può essere utile parlarne con gli insegnanti e valutare un approfondimento quando:

  • gli errori sono numerosi e persistenti;
  • continuano nonostante esercizio e spiegazioni;
  • riguardano tipologie diverse di regole ortografiche;
  • compaiono anche in parole molto comuni;
  • lo studente ha difficoltà a correggersi autonomamente;
  • la scrittura richiede un grande sforzo;
  • le difficoltà interferiscono con verifiche e compiti;
  • il ragazzo tende a evitare le attività di scrittura.


In questi casi è importante non arrivare subito alla conclusione che si tratti di un DSA.

L'osservazione è il primo passo; l'eventuale diagnosi spetta ai professionisti competenti.


Come viene diagnosticata la disortografia?

I segnali della disortografia non sono una diagnosi.

Un bambino può commettere molti errori perché non ha ancora consolidato le regole, perché ha lacune scolastiche o per altri motivi.

La valutazione diagnostica prende in considerazione le abilità di scrittura e la tipologia degli errori, attraverso strumenti e procedure specifiche.

È quindi importante evitare i test online che promettono di stabilire in pochi minuti se un bambino è disortografico.

Possono al massimo rappresentare uno spunto per riflettere su una difficoltà.

Una diagnosi richiede invece una valutazione specialistica.

Se genitori e insegnanti osservano difficoltà persistenti, possono confrontarsi e rivolgersi ai professionisti competenti per capire quale percorso sia più appropriato.


Cosa fare se si sospetta una disortografia?

Il primo passo è evitare che gli errori diventino una fonte continua di rimproveri.

Dire semplicemente:

“Devi stare più attento.”

oppure:

“Hai studiato questa regola, perché continui a sbagliare?”

potrebbe non essere sufficiente.

Lo studente potrebbe infatti conoscere la regola ma avere difficoltà ad applicarla automaticamente durante la scrittura.

Può essere più utile:

·         osservare quali errori si ripetono;

·         parlarne con gli insegnanti;

·         capire quali attività risultano più difficili;

·         lavorare sugli errori in modo mirato;

·         utilizzare strategie e strumenti adeguati;

·         valutare un approfondimento specialistico quando necessario.


L'obiettivo non dovrebbe essere semplicemente eliminare ogni errore.

Dovrebbe essere aiutare lo studente a sviluppare strategie che gli permettano di scrivere e studiare con maggiore efficacia e autonomia.


Come aiutare un ragazzo con disortografia nello studio?

Una difficoltà ortografica può influire anche sul modo in cui lo studente affronta lo studio.

Scrivere appunti, preparare un riassunto, rispondere a una domanda aperta o produrre un testo può richiedere molto più tempo.

Per questo possono essere utili strategie come:

  • utilizzare mappe concettuali;
  • organizzare le informazioni attraverso schemi;
  • lavorare sulle parole chiave;
  • utilizzare strumenti digitali quando appropriato;
  • sfruttare il correttore ortografico come strumento di supporto;
  • utilizzare la videoscrittura;
  • rileggere il testo con procedure strutturate;
  • suddividere la revisione in passaggi;
  • preparare oralmente ciò che si vuole scrivere;
  • organizzare il lavoro in piccoli obiettivi.


La Legge 170/2010 prevede per gli studenti con DSA una didattica individualizzata e personalizzata e l'utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative nei casi previsti.

Ma anche in questo caso è importante ricordare che lo strumento da solo non basta.

Lo studente deve imparare a capire quando utilizzarlo e come integrarlo nel proprio metodo di studio.


Disortografia e metodo di studio: quando scrivere diventa un ostacolo

Immaginiamo uno studente che deve preparare una verifica di storia.

Ha studiato.

Conosce gli argomenti.

Ma quando deve creare un riassunto, passa moltissimo tempo a concentrarsi sulla scrittura e sugli errori.

Alla fine potrebbe aver impiegato due ore per produrre poche righe.

Il problema non è necessariamente che non sa la storia.

Potrebbe essere che la scrittura gli richieda un investimento di energie molto maggiore.

Per questo, in alcuni casi, è utile separare le diverse fasi:

comprendere → selezionare → organizzare → memorizzare → esporre

senza trasformare ogni fase in un esercizio di scrittura.

Una mappa concettuale, per esempio, può permettere allo studente di organizzare le informazioni prima di trasformarle in un testo.


💡 È qui che può essere utile il supporto allo studio Tutornow

Uno studente con DSA non ha necessariamente bisogno di qualcuno che faccia i compiti al posto suo.

Può avere bisogno di qualcuno che lo aiuti a capire quali strategie utilizzare per studiare in modo più efficace.

Con il supporto allo studio Tutornow, lo studente può lavorare con un tutor su:

  • metodo di studio;
  • organizzazione del lavoro;
  • comprensione degli argomenti;
  • preparazione di verifiche e interrogazioni;
  • costruzione di schemi e mappe;
  • strategie per affrontare le difficoltà di scrittura;
  • utilizzo degli strumenti di supporto.


L'obiettivo è accompagnarlo verso una maggiore autonomia, valorizzando le sue capacità e riducendo il peso delle difficoltà sul percorso scolastico.

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Disortografia e autostima: quando gli errori diventano “non sono capace”

Quando un bambino viene corretto continuamente per i suoi errori, può iniziare a identificarsi con il problema.

Non pensa più:

“Ho fatto un errore.”

Ma:

“Sono incapace a scrivere.”

Questa differenza può avere un peso importante sulla motivazione.

Un ragazzo che si aspetta di sbagliare può iniziare a evitare:

  • temi;
  • riassunti;
  • risposte aperte;
  • letture ad alta voce;
  • attività che richiedono molta scrittura.


Per questo è importante distinguere la persona dalla difficoltà.

Un errore ortografico non dice quanto è intelligente uno studente.

E una difficoltà nella scrittura non cancella le sue capacità di comprendere, ragionare, creare collegamenti o esprimere idee.


Segnali disortografia: cosa fare se ne riconosci alcuni?

Riconoscere alcuni segnali di disortografia non significa avere già una diagnosi.

Significa osservare una difficoltà e cercare di comprenderne le caratteristiche.

Se un bambino o un ragazzo continua a commettere numerosi errori ortografici, anche dopo esercizio e spiegazioni, può essere utile non fermarsi alla semplice idea:

“Non studia abbastanza.”

Potrebbe essere più utile chiedersi:

“Quali errori continua a commettere?”

“Quanto sono persistenti?”

“Quanto incidono sul suo modo di studiare?”

E soprattutto:

“Quali strategie possono aiutarlo?”

La valutazione diagnostica spetta ai professionisti competenti, mentre famiglia e scuola possono avere un ruolo importante nell'osservazione e nel sostegno dello studente.


Hai bisogno di un supporto per lo studio?

Se tuo figlio ha una diagnosi di DSA o presenta difficoltà persistenti nella scrittura e nello studio, non deve necessariamente affrontare tutto da solo.

Con il supporto allo studio Tutornow, può essere affiancato da un tutor per lavorare sul metodo, sull'organizzazione, sulla comprensione degli argomenti e sulle strategie più adatte alle sue esigenze.


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