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DSA e BES

Ritardo cognitivo: cos’è e come supportare lo studio

Fabia M.
Copertina del post

Ritardo cognitivo: cos’è, caratteristiche e supporto a scuola

Il termine ritardo cognitivo viene ancora utilizzato frequentemente per descrivere una situazione in cui lo sviluppo di alcune capacità cognitive avviene più lentamente rispetto a quanto atteso per l’età.

Oggi, però, in ambito clinico si preferiscono espressioni come disabilità intellettiva o disturbo dello sviluppo intellettivo. L’OMS considera questi disturbi all’interno delle condizioni del neurosviluppo e sottolinea l’importanza di valutare non solo le capacità cognitive, ma anche il funzionamento nella vita quotidiana.


Che cosa si intende per ritardo cognitivo?

Quando si parla di ritardo cognitivo si fa generalmente riferimento a difficoltà che possono riguardare il modo in cui una persona:

  • comprende nuove informazioni;

  • ragiona e risolve problemi;

  • apprende nuove abilità;

  • utilizza ciò che ha imparato in situazioni diverse;

  • comunica e organizza le proprie attività;

  • affronta alcune situazioni della vita quotidiana.


Non si tratta quindi semplicemente di imparare più lentamente.

La valutazione del funzionamento intellettivo deve essere accompagnata dall'osservazione delle abilità adattive, cioè delle competenze concettuali, sociali e pratiche che permettono alla persona di affrontare la vita quotidiana.


Quali difficoltà può comportare a scuola?

Le caratteristiche possono essere molto diverse da studente a studente. Alcuni ragazzi possono avere soprattutto difficoltà nella comprensione e nella memorizzazione, altri nell'organizzazione, nella comunicazione o nella risoluzione dei problemi.

A scuola possono quindi emergere difficoltà nel:

  • comprendere consegne lunghe o complesse;

  • memorizzare nuove informazioni;

  • comprendere concetti astratti;

  • organizzare il lavoro;

  • svolgere esercizi con più passaggi;

  • utilizzare una conoscenza già acquisita in un contesto diverso;

  • studiare in autonomia;

  • esporre oralmente un argomento.


Questo non significa che lo studente non possa apprendere. Significa che può avere bisogno di tempi, strategie e modalità di spiegazione adeguati alle sue caratteristiche.


Come si può aiutare uno studente con difficoltà cognitive?

Non esiste un metodo di studio valido per tutti. Il supporto deve partire dalle capacità già presenti e dalle difficoltà concrete dello studente.

Per facilitare l'apprendimento possono essere utili:

  • spiegazioni brevi e chiare;

  • esempi concreti;

  • consegne suddivise in piccoli passaggi;

  • immagini, schemi e mappe;

  • ripetizione dei concetti fondamentali;

  • esercizi graduali;

  • collegamenti con situazioni conosciute;

  • tempi adeguati per comprendere e rispondere;

  • attività che favoriscano progressivamente l'autonomia.


L'obiettivo non è fare tutto al posto dello studente, ma aiutarlo a capire come affrontare il compito e a diventare, quando possibile, sempre più autonomo.


Perché la personalizzazione è importante?

Due studenti con una difficoltà cognitiva simile possono avere punti di forza e bisogni molto diversi.

Uno potrebbe comprendere meglio attraverso immagini e schemi, un altro attraverso esempi pratici. Uno potrebbe avere bisogno soprattutto di lavorare sulla comprensione, un altro sull'organizzazione del lavoro.

Per questo è importante osservare la persona prima della difficoltà e costruire il supporto sulle sue caratteristiche.


Il ritardo cognitivo rientra nei BES?

È importante fare una distinzione.

Nel linguaggio scolastico, BES (Bisogni Educativi Speciali) è un'espressione ampia che comprende diverse situazioni che possono richiedere una risposta educativa personalizzata.

Quando è presente una disabilità certificata, il percorso scolastico segue invece la specifica normativa sull'inclusione degli alunni con disabilità e prevede una progettazione individualizzata attraverso il PEI (Piano Educativo Individualizzato). Il Ministero dell'Istruzione e del Merito collega infatti il PEI e le misure di sostegno all'accertamento della condizione di disabilità previsto dalla Legge 104/1992.

Quindi non è corretto considerare automaticamente il “ritardo cognitivo” come un semplice BES: è necessario distinguere la situazione clinica, l'eventuale certificazione e il percorso scolastico previsto per quello specifico studente.


Ritardo cognitivo e studio: quale supporto può aiutare?

Quando lo studio diventa particolarmente difficile, il rischio è concentrarsi soltanto sulle lacune: più esercizi, più ripetizioni, più ore sui libri.

Ma spesso la domanda più utile è un'altra: come può imparare meglio proprio questo studente?

La risposta può riguardare il modo di spiegare, la quantità di informazioni da affrontare, gli strumenti utilizzati, i tempi e soprattutto il livello di autonomia che si vuole raggiungere.


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Con Tutornow, il supporto DSA e BES può essere costruito sulle caratteristiche concrete dello studente, senza applicare un metodo uguale per tutti.

Si può lavorare sulle difficoltà scolastiche specifiche, sull'organizzazione del lavoro, sulla comprensione delle consegne, sulle strategie di studio e sulla preparazione di verifiche e interrogazioni.

Il punto di partenza non è soltanto “che difficoltà ha?”, ma anche “come apprende meglio?”.

Perché un supporto efficace non dovrebbe chiedere allo studente di adattarsi a un metodo standard: dovrebbe essere il metodo ad adattarsi, per quanto possibile, allo studente.

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