DSA e BES
Che cos'è il PEI? Chi deve averlo? Qual è la differenza tra PEI e PDP? E soprattutto: quando un alunno con Bisogni Educativi Speciali ha diritto a un PEI?
Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è il documento previsto per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata ai fini dell'inclusione scolastica. Il PDP, invece, è uno strumento diverso e viene utilizzato, tra gli altri casi, per gli studenti con DSA e per alcune situazioni di altri Bisogni Educativi Speciali.
Nel 2026 il riferimento per il PEI è costituito principalmente dal Decreto Interministeriale 182/2020, successivamente modificato e integrato dal Decreto Interministeriale 153/2023, che ha aggiornato i modelli nazionali di PEI e le relative Linee guida.
Il PEI non è quindi semplicemente un documento burocratico: è uno strumento fondamentale per progettare un percorso educativo e didattico individualizzato, tenendo conto delle caratteristiche, delle potenzialità e dei bisogni dell'alunno.
Il PEI può essere complesso da leggere e comprendere, soprattutto quando una famiglia si trova per la prima volta a confrontarsi con la documentazione scolastica.
Capire quali obiettivi sono stati individuati, quali strategie vengono utilizzate e come accompagnare lo studente nello studio può aiutare a rendere il percorso più efficace.
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PEI significa Piano Educativo Individualizzato.
È il documento attraverso il quale viene progettato il percorso di inclusione scolastica dell'alunno con disabilità.
Il PEI tiene conto non soltanto delle difficoltà dello studente, ma anche delle sue potenzialità, capacità, interessi e modalità di partecipazione alla vita scolastica.
Il suo obiettivo è definire un percorso che favorisca:
l'apprendimento;
la partecipazione;
la comunicazione;
le relazioni con i compagni;
l'autonomia;
l'orientamento;
lo sviluppo delle competenze.
Il PEI viene elaborato attraverso la collaborazione tra scuola, famiglia e le figure professionali coinvolte nel percorso dell'alunno.
Questa è probabilmente la domanda più importante da chiarire.
BES, cioè Bisogni Educativi Speciali, è un concetto molto ampio.
Un alunno può manifestare un bisogno educativo speciale per motivi diversi, anche temporanei, legati a condizioni personali, fisiche, psicologiche, sociali o linguistiche. Il MIM sottolinea infatti che ogni alunno può presentare, anche solo per determinati periodi, un bisogno educativo speciale al quale la scuola deve rispondere in modo adeguato e personalizzato.
All'interno di questo quadro possiamo distinguere situazioni differenti.
Quando è presente una disabilità certificata ai fini dell'inclusione scolastica, il documento di riferimento è il PEI.
Per gli studenti con dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia, il riferimento è invece il PDP, previsto dalla normativa sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento.
Per altri studenti che presentano Bisogni Educativi Speciali, ma che non rientrano nella disabilità o nei DSA, la scuola può valutare l'opportunità di predisporre un PDP, sulla base delle difficoltà e delle esigenze educative rilevate.
Per questo motivo è più corretto dire che la disabilità rientra nell'area dei BES, ma non tutti gli studenti con BES hanno un PEI.
Il PEI è previsto per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata ai fini dell'inclusione scolastica.
La sua predisposizione riguarda quindi gli studenti per i quali è stato riconosciuto il diritto all'inclusione scolastica secondo la normativa vigente.
Il percorso non viene costruito soltanto sulla base della diagnosi.
Il PEI deve infatti considerare il funzionamento dello studente nel contesto scolastico, individuando barriere e facilitatori e definendo gli interventi necessari per favorire la partecipazione e l'apprendimento. Il modello nazionale di PEI è articolato proprio in diverse dimensioni del funzionamento, tra cui apprendimento, comunicazione, relazione, autonomia e orientamento.
Il PEI viene elaborato dal GLO, Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione.
Il gruppo coinvolge le diverse figure che partecipano al percorso educativo dello studente, tra cui:
i docenti della classe;
i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale;
le figure professionali coinvolte;
le altre componenti previste dalla normativa.
L'obiettivo è costruire una progettazione condivisa.
Il PEI, infatti, non dovrebbe essere deciso esclusivamente dalla scuola e comunicato successivamente alla famiglia.
La collaborazione tra le diverse figure coinvolte è parte integrante del percorso di inclusione.
Il PEI descrive il percorso educativo e didattico dello studente e individua gli interventi necessari per favorirne l'inclusione.
Tra gli aspetti considerati troviamo:
informazioni sullo studente;
osservazione del contesto;
obiettivi educativi e didattici;
interventi per favorire la comunicazione;
interventi per le relazioni e la socializzazione;
interventi per l'autonomia e l'orientamento;
strategie didattiche;
strumenti e modalità di supporto;
modalità di verifica;
criteri di valutazione;
organizzazione delle risorse necessarie;
eventuali interventi di assistenza e sostegno.
Il modello nazionale di PEI è organizzato secondo specifiche dimensioni del funzionamento, coerenti con l'approccio previsto dalla normativa sull'inclusione scolastica.
Non esiste una risposta identica per tutti gli studenti.
Il percorso viene definito sulla base delle caratteristiche individuali e degli obiettivi stabiliti nel PEI.
Nella scuola secondaria di secondo grado, in particolare, il PEI può prevedere differenti percorsi didattici, con conseguenze diverse anche rispetto alla valutazione e al conseguimento del titolo di studio.
Per questo è fondamentale che la famiglia comprenda quale percorso è stato individuato per il proprio figlio e quali sono gli obiettivi previsti.
Il PEI non dovrebbe essere visto soltanto come un elenco di difficoltà.
È soprattutto uno strumento di progettazione che permette di individuare ciò che lo studente può imparare e quali condizioni possono aiutarlo a farlo.
Anche nel percorso previsto dal PEI possono essere individuati strumenti e strategie utili a favorire l'apprendimento e la partecipazione dello studente.
A seconda delle esigenze possono essere utilizzati:
computer e dispositivi digitali;
software didattici;
mappe concettuali;
schemi;
immagini e supporti visivi;
sintesi vocale;
materiali adattati;
strumenti per la comunicazione;
altri ausili o sussidi didattici.
La scelta degli strumenti deve essere collegata alle caratteristiche dello studente e agli obiettivi del PEI.
Non esiste uno strumento valido per tutti.
Una tecnologia può essere molto utile per uno studente e poco significativa per un altro.
Le modalità di verifica devono essere coerenti con il percorso definito nel PEI.
La valutazione deve tenere conto degli obiettivi individuati e del percorso educativo e didattico seguito dallo studente.
Questo è particolarmente importante perché valutare non significa semplicemente confrontare tutti gli studenti attraverso la stessa modalità.
Nel caso degli studenti con disabilità, la valutazione deve essere coerente con il percorso individualizzato e con quanto previsto dal PEI.
Nella scuola secondaria di secondo grado il PEI assume particolare importanza perché il percorso scolastico deve essere progettato anche in relazione alle competenze, all'autonomia e all'orientamento verso il futuro.
Il Decreto Interministeriale 153/2023 ha introdotto modifiche al decreto 182/2020, intervenendo anche sulla disciplina relativa agli studenti con disabilità nella scuola secondaria di secondo grado. Tra le modifiche è stato chiarito, ad esempio, che per gli studenti con disabilità non è previsto l'esonero dall'insegnamento di una o più discipline presenti nel piano di studi.
Per questo, soprattutto negli ultimi anni della scuola superiore, diventa importante parlare non soltanto di apprendimento, ma anche di autonomia, orientamento e progetto di vita.
Nel 2026 il riferimento principale continua a essere il Decreto Interministeriale 182/2020, modificato dal Decreto Interministeriale 153/2023, che ha aggiornato il modello nazionale di PEI e le relative Linee guida.
Un aspetto importante riguarda il Profilo di funzionamento.
Il Decreto 153/2023 ha previsto, in via transitoria, che quando il Profilo di funzionamento non è ancora stato redatto, nella predisposizione del PEI si possa tenere conto della diagnosi funzionale e del profilo dinamico funzionale, ove disponibile. Il MIM ha ribadito queste indicazioni anche nelle istruzioni del 2024 sulla compilazione dei PEI.
Questo mostra quanto sia importante considerare il PEI come uno strumento collegato non soltanto alla documentazione sanitaria, ma soprattutto al funzionamento dello studente nel contesto scolastico.
Il PEI non dovrebbe essere costruito soltanto partendo da ciò che uno studente "non sa fare".
La prospettiva dell'inclusione porta a chiedersi anche:
Quali sono le sue capacità?
Quali ostacoli incontra a scuola?
Quali strategie possono aiutarlo?
Quali condizioni favoriscono la sua partecipazione?
Come possiamo accompagnarlo verso una maggiore autonomia?
Sono domande fondamentali per costruire un percorso realmente individualizzato.
Avere un PEI significa avere un percorso educativo e didattico individualizzato.
Ma anche uno studente con disabilità può aver bisogno di sviluppare, in base alle proprie possibilità e agli obiettivi del percorso, strategie per affrontare lo studio con maggiore autonomia.
Il lavoro può riguardare:
organizzazione del materiale;
gestione dei compiti;
comprensione delle consegne;
utilizzo di mappe e schemi;
memorizzazione;
preparazione delle verifiche;
gestione del tempo;
utilizzo degli strumenti digitali;
sviluppo dell'autonomia.
Naturalmente, il livello di autonomia possibile varia molto da studente a studente.
Per questo il supporto deve essere sempre personalizzato e coerente con il PEI.
Il tutor non sostituisce il docente di sostegno e non sostituisce le figure professionali previste dal percorso di inclusione.
Può però rappresentare, quando appropriato, un ulteriore supporto educativo e didattico per aiutare lo studente a lavorare sulle attività scolastiche.
Può, ad esempio, accompagnarlo nello svolgimento dei compiti, nella preparazione delle verifiche e nell'organizzazione del lavoro.
L'obiettivo dovrebbe essere sempre quello di favorire le competenze e l'autonomia dello studente, senza sostituirsi a lui.
Ogni studente ha caratteristiche, capacità e necessità diverse.
Per questo anche il supporto allo studio deve essere personalizzato.
Con Tutornow, le famiglie possono trovare tutor per accompagnare gli studenti nello svolgimento dei compiti, nella preparazione di verifiche e interrogazioni e nell'organizzazione dello studio.
Il percorso può essere adattato alle esigenze dello studente e agli obiettivi individuati nel suo percorso scolastico.
Perché il PEI non dovrebbe essere soltanto un documento.
Dovrebbe diventare uno strumento concreto per costruire opportunità di apprendimento, partecipazione e autonomia.
No.
BES significa Bisogni Educativi Speciali ed è una categoria ampia. Il PEI è invece il Piano Educativo Individualizzato previsto per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata ai fini dell'inclusione scolastica.
No.
Non tutti gli studenti con BES hanno un PEI. Il PEI riguarda gli studenti con disabilità certificata ai fini dell'inclusione scolastica.
Il PEI riguarda gli studenti con disabilità certificata.
Il PDP può essere utilizzato, tra gli altri casi, per gli studenti con DSA e per alcune situazioni di altri BES che richiedono una personalizzazione didattica.
Il PEI viene elaborato dal GLO, Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione, con la partecipazione delle diverse figure coinvolte nel percorso dello studente.
Contiene la progettazione educativa e didattica individualizzata, gli obiettivi, gli interventi, le strategie, le modalità di verifica e valutazione e gli elementi necessari a favorire inclusione, apprendimento e autonomia.
Sì. Il percorso viene monitorato e il PEI viene aggiornato in relazione all'evoluzione dello studente e alle esigenze del percorso scolastico.
Sì. Il PEI viene predisposto nei diversi ordini di scuola e nella secondaria di secondo grado assume particolare importanza anche per l'autonomia, l'orientamento e la progettazione del futuro dello studente.
Sì. Un tutor può offrire un supporto aggiuntivo nello studio e nello svolgimento dei compiti, sempre nel rispetto del percorso educativo e didattico dello studente e senza sostituire le figure previste dalla scuola.
Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è uno strumento fondamentale per l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità certificata.
Non deve essere confuso con il PDP e, soprattutto, non tutti gli studenti con BES hanno un PEI.
Il PEI serve a progettare un percorso individualizzato che tenga conto non soltanto delle difficoltà, ma anche delle capacità, delle potenzialità, delle esigenze e del contesto in cui lo studente apprende.
Nel 2026 il riferimento principale rimane il Decreto Interministeriale 182/2020, modificato dal Decreto Interministeriale 153/2023, con i relativi modelli nazionali e Linee guida.
La vera sfida è trasformare il documento in un percorso concreto, capace di favorire apprendimento, partecipazione, autonomia e inclusione.
Ogni studente ha un proprio modo di apprendere e un proprio percorso.
Per questo il supporto allo studio deve partire dalle sue caratteristiche e dalle sue reali possibilità, senza sostituirsi a lui.
Con Tutornow, le famiglie possono trovare un supporto personalizzato per accompagnare lo studente nello studio, nei compiti e nella preparazione delle verifiche, lavorando anche sulle competenze e sull'autonomia.
Perché l'obiettivo non è fare le cose al posto dello studente.
È aiutarlo a valorizzare le proprie capacità e a raggiungere, passo dopo passo, il massimo livello di autonomia possibile.
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