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Il referendum sull'educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane compie un importante passo avanti. Il 27 ottobre 2026 il Comitato promotore ha annunciato il via libera della Corte di Cassazione alla richiesta referendaria, dopo la raccolta di oltre 576.000 firme.
La notizia riporta al centro del dibattito il ruolo dell'educazione affettiva nella scuola, il rapporto tra famiglie e istituzioni scolastiche e il diritto degli studenti a ricevere informazioni su emozioni, relazioni e rispetto reciproco.
Non si tratta ancora dell'autorizzazione definitiva a votare: adesso la parola passa alla Corte costituzionale, chiamata a valutare l'ammissibilità del quesito.
Il 27 ottobre 2026 è arrivato il primo esito positivo per il referendum promosso dal comitato "Sì Educazione Affettiva nelle scuole".
La Cassazione ha superato il primo passaggio di verifica della richiesta referendaria, consentendo al percorso di proseguire verso la fase successiva.
Il risultato arriva dopo una mobilitazione che ha coinvolto cittadini, associazioni e sostenitori dell'iniziativa, con oltre 576.000 firme raccolte a fronte delle 500.000 necessarie per promuovere un referendum abrogativo.
Il prossimo passaggio sarà il giudizio della Corte costituzionale. Solo in caso di esito favorevole sarà possibile procedere verso la consultazione popolare.
Al centro della proposta c'è la Legge 9 giugno 2026, n. 104, intitolata "Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico", entrata in vigore il 7 luglio 2026.
La normativa ha introdotto nuove regole per le attività scolastiche che affrontano temi legati alla sessualità.
In particolare, nelle scuole secondarie prevede:
Il consenso informato preventivo e scritto delle famiglie per gli studenti minorenni coinvolti nelle attività interessate dalla legge.
La possibilità per i genitori di visionare in anticipo i materiali didattici.
La non partecipazione degli studenti per i quali non viene autorizzata l'attività.
La previsione di attività formative alternative nei casi stabiliti dalla normativa.
Per la scuola dell'infanzia e primaria, invece, la legge esclude le attività didattiche e progettuali aventi a oggetto temi attinenti alla sessualità, facendo salve le disposizioni delle Indicazioni nazionali.
Il referendum propone quindi di abrogare l'intera Legge 104/2026.
È importante chiarire che un'eventuale vittoria del Sì non introdurrebbe automaticamente una materia obbligatoria di educazione affettiva e sessuale. Verrebbero eliminate le disposizioni specifiche della legge, mentre continuerebbero ad applicarsi le altre norme sull'autonomia scolastica e sulla partecipazione delle famiglie.
Il dibattito sul referendum riguarda anche una questione educativa più ampia: quale spazio deve avere la scuola nella formazione emotiva e relazionale delle nuove generazioni?
L'educazione affettiva non riguarda soltanto la sessualità. Comprende competenze e conoscenze che accompagnano bambini e ragazzi nella crescita e nella costruzione dei rapporti con gli altri.
Tra i temi che possono essere affrontati attraverso percorsi adeguati all'età troviamo:
Riconoscimento delle emozioni: imparare a comprendere e comunicare ciò che si prova.
Rispetto reciproco: riconoscere i propri confini e quelli degli altri.
Consenso: comprendere l'importanza di rispettare le scelte personali.
Relazioni sane: sviluppare capacità di ascolto, dialogo e gestione dei conflitti.
Prevenzione della violenza: riconoscere comportamenti di controllo, discriminazione e prevaricazione.
Educazione digitale: comprendere i rischi legati alla condivisione di immagini e contenuti personali online.
Si tratta di competenze importanti anche durante l'adolescenza, quando le relazioni con i coetanei, l'identità personale e l'utilizzo dei social assumono un ruolo sempre più significativo.
Al 2 novembre 2026 non è stata ancora fissata una data per il referendum.
La Corte costituzionale dovrà prima pronunciarsi sull'ammissibilità del quesito. Se il giudizio sarà positivo, si potrà procedere con l'organizzazione della consultazione.
Il Comitato promotore ha proposto di accorpare l'eventuale referendum alle elezioni amministrative della primavera 2027, per evitare duplicazioni organizzative e contenere le spese. Si tratta, al momento, di una proposta e non di una data ufficiale.
Nel frattempo, la Legge 104/2026 resta in vigore e continua a disciplinare le attività scolastiche interessate.
Il via libera della Cassazione rappresenta un passaggio significativo per il percorso referendario, ma anche un'occasione per tornare a discutere del rapporto tra educazione, crescita e responsabilità.
La scuola non è soltanto il luogo in cui si acquisiscono conoscenze e competenze disciplinari: è anche uno spazio di socializzazione, confronto e sviluppo personale.
Per questo il tema dell'educazione affettiva coinvolge direttamente studenti, famiglie, insegnanti e professionisti che lavorano con i più giovani.
In attesa della decisione della Consulta, il confronto è destinato a proseguire. Saranno i prossimi passaggi istituzionali a chiarire se e quando i cittadini potranno esprimersi sulla proposta di abrogazione.
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