Metodo di studio
Tuo figlio passa molto tempo sui libri, ma fatica a concentrarsi, organizzare i compiti o ricordare ciò che ha studiato? Durante le scuole superiori, quando aumentano le materie da seguire e le verifiche da preparare, queste difficoltà possono diventare ancora più evidenti.
Per uno studente con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), trovare un metodo di studio efficace può richiedere un percorso personalizzato. La difficoltà, infatti, non riguarda necessariamente la comprensione degli argomenti, ma può coinvolgere l'attenzione, la pianificazione, la gestione del tempo e il controllo degli impulsi.
La buona notizia è che esistono strategie pratiche per rendere lo studio più organizzato e sostenibile, rispettando i bisogni e i tempi di ogni ragazzo.
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L'ADHD può influire su alcune funzioni esecutive, cioè quelle abilità che aiutano a pianificare le attività, mantenere l'attenzione, gestire le priorità e portare a termine un compito.
A scuola, queste difficoltà possono manifestarsi in modi diversi. Per esempio, uno studente può:
iniziare a studiare senza sapere da dove partire;
distrarsi facilmente durante la lettura o gli esercizi;
perdere il filo mentre ascolta una spiegazione;
sottovalutare il tempo necessario per completare i compiti;
rimandare le attività più impegnative;
fare fatica a ripassare e recuperare le informazioni durante un'interrogazione.
Non tutti gli studenti con ADHD vivono le stesse difficoltà. Alcuni possono essere particolarmente irrequieti, mentre altri possono apparire tranquilli, ma avere comunque difficoltà a mantenere l'attenzione.
È importante, quindi, evitare confronti con i compagni o aspettative uguali per tutti. L'obiettivo non è costringere tuo figlio a studiare più a lungo, ma aiutarlo a trovare strategie che gli permettano di utilizzare meglio il tempo e le proprie risorse.
Una routine chiara e attività suddivise in passaggi semplici possono rendere lo studio meno dispersivo. Ecco alcune strategie da provare a casa.
Un capitolo intero da studiare o una lunga lista di esercizi possono sembrare difficili da affrontare. Per questo è utile trasformare il lavoro in piccoli obiettivi concreti.
Invece di scrivere sul diario "studiare storia", si può creare una lista più precisa:
leggere due pagine;
individuare le informazioni principali;
spiegare a voce ciò che si è letto;
rispondere a tre domande;
fare una breve pausa e passare all'attività successiva.
Ogni passaggio completato aiuta a rendere visibili i progressi e a capire meglio quanto lavoro resta da fare.
Durante le superiori, verifiche, interrogazioni e compiti possono accumularsi. Un planning settimanale aiuta a distribuire le attività e a evitare di concentrare tutto il lavoro all'ultimo momento.
È possibile utilizzare un'agenda cartacea, un calendario o una semplice tabella, inserendo:
le verifiche e le interrogazioni previste;
i compiti da svolgere ogni giorno;
il tempo da dedicare alle diverse materie;
le pause e gli impegni extrascolastici.
Il planning dovrebbe essere realistico e flessibile. Meglio prevedere pochi obiettivi raggiungibili che riempire ogni pomeriggio di attività difficili da completare.
All'inizio, un genitore può aiutare il ragazzo a organizzare la settimana. Con il tempo, l'obiettivo è favorire una maggiore autonomia.
Mantenere l'attenzione per molto tempo può essere faticoso. Alternare periodi di studio a brevi pause può aiutare alcuni studenti a gestire meglio la concentrazione.
Si può iniziare, per esempio, con 15-20 minuti di lavoro seguiti da una pausa di 5 minuti, adattando gli intervalli alle esigenze del ragazzo e al tipo di attività.
Durante la pausa è preferibile alzarsi, bere un bicchiere d'acqua o fare qualche movimento. Se il telefono è una fonte di distrazione, può essere utile lasciarlo lontano dalla scrivania.
Non esiste una durata ideale per tutti: è importante osservare quali intervalli permettono allo studente di lavorare con maggiore continuità.
L'ambiente può influire sulla capacità di concentrarsi. Una scrivania ordinata, con il materiale necessario già a disposizione, riduce le interruzioni e il tempo perso a cercare libri o quaderni.
Può essere utile:
tenere sulla scrivania solo ciò che serve per l'attività in corso;
scegliere, quando possibile, un luogo tranquillo;
disattivare le notifiche dello smartphone;
preparare in anticipo libri, quaderni e strumenti;
valutare se il silenzio o un rumore di sottofondo aiutino maggiormente il ragazzo.
Anche in questo caso, la soluzione migliore dipende dalla persona. Alcuni studenti lavorano meglio in un ambiente silenzioso, mentre altri riescono a concentrarsi più facilmente con un sottofondo leggero.
Organizzare il tempo è importante, ma anche il modo in cui si studia fa la differenza. Leggere e rileggere più volte le stesse pagine non è sempre la strategia più efficace.
Le mappe concettuali e gli schemi possono aiutare a individuare i concetti fondamentali e a collegare le informazioni. Sono particolarmente utili quando un capitolo è lungo o contiene molti termini da ricordare.
Per utilizzarli al meglio, è importante evitare di copiare intere pagine nel quaderno. Meglio selezionare le parole chiave, organizzare le informazioni in modo visivo e utilizzare collegamenti chiari.
Dopo aver letto un argomento, lo studente può provare a spiegare a voce ciò che ha capito, senza guardare subito il libro.
Può anche chiudere il quaderno e rispondere a domande come:
Quali sono i concetti più importanti?
Come posso spiegare questo argomento con parole mie?
Qual è la differenza tra questi due concetti?
Quale esempio mi aiuta a ricordarlo?
Questa strategia permette di verificare ciò che si ricorda davvero e di individuare gli argomenti da ripassare.
Per alcune materie, soprattutto matematica e fisica, è utile alternare lo studio della teoria alla risoluzione di esercizi. Procedere per passaggi, osservare gli esempi svolti e annotare gli errori più frequenti può rendere il lavoro più chiaro.
Anche nelle materie umanistiche si può imparare in modo attivo, creando domande, utilizzando schemi o collegando gli argomenti a esempi concreti.
La scelta delle tecniche dovrebbe tenere conto della materia, delle difficoltà specifiche e delle strategie che funzionano meglio per lo studente.
Il ruolo del genitore è importante, ma non significa dover controllare ogni attività o trascorrere tutto il pomeriggio sui libri insieme al proprio figlio.
Un aiuto efficace parte dall'ascolto e dalla collaborazione. Ecco alcuni accorgimenti utili:
Concordare obiettivi realistici: stabilire insieme cosa fare, senza pretendere di completare tutto in una volta.
Riconoscere i progressi: valorizzare l'impegno e le strategie utilizzate, non soltanto il voto ottenuto.
Evitare rimproveri continui: frasi come "sei sempre distratto" possono aumentare la frustrazione senza aiutare a risolvere il problema.
Incoraggiare l'autonomia: offrire aiuto quando serve, lasciando gradualmente al ragazzo più spazio nella gestione delle attività.
Mantenere un dialogo con la scuola: quando necessario, confrontarsi con gli insegnanti e con i professionisti che seguono lo studente.
Se le difficoltà sono persistenti, è importante valutare con i professionisti di riferimento quali strategie siano più adatte. Quando previsto, anche il Piano Didattico Personalizzato (PDP) può indicare strumenti compensativi e misure didattiche utili per sostenere il percorso scolastico.
Non esiste un metodo di studio valido per tutti gli studenti con ADHD. Una strategia può funzionare bene per un ragazzo e risultare poco utile per un altro. Per questo è importante partire dalle difficoltà concrete: organizzare il tempo, mantenere l'attenzione, comprendere i testi, ricordare le informazioni o prepararsi alle interrogazioni.
Il metodo può essere costruito gradualmente, provando strumenti diversi e verificando quali aiutano davvero a studiare con maggiore continuità. Anche la possibilità di rivedere e modificare le strategie è importante: ciò che funziona per una materia potrebbe non essere altrettanto efficace per un'altra.
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L'obiettivo è aiutarlo a riconoscere le proprie risorse, gestire meglio il tempo e sviluppare progressivamente una maggiore autonomia nello studio, rispettando le sue esigenze e i suoi ritmi. Contattaci
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