Per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) va redatto annualmente un documento di
programmazione che stabilisca il giusto percorso per ogni studente ðŸ‘¨â€ðŸŽ“ ðŸ‘©â€ðŸŽ“

Questo documento prende il nome di PEI (Piano Educativo Individualizzato) per gli
alunni con disabilità e di PDP (Piano Didattico Personalizzato) per quelli con Disturbi Specifici di
Apprendimento (DSA) e altri BES (disturbo da deficit dell’attenzione, disturbo di ansia generalizzata, alunni con problemi socio-economici, linguistici e culturali ecc.) ðŸ†˜

Con questo articolo vi forniremo tutte le informazioni relative al PDP e al PEI e alla legge 104/92 cioè la legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità, che garantisce il pieno rispetto della dignità umana ed i diritti di autonomia e libertà in ogni ambiente: scuola, famiglia, lavoro e società ðŸ« ðŸ’¼

Vi parleremo inoltre della legge 170/10 che si occupa di "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico" e che riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), assegnando alle scuole il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché gli studenti con DSA possano raggiungere il successo scolastico ed esprimere il loro massimo potenziale di apprendimento ðŸš€

Ecco una breve sintesi degli argomenti che affronteremo in questo articolo⬇️


Sommario

1. Che cos’è il PEI (Piano Educativo Individualizzato)?

2. Che cos’è il PDP (Piano didattico Personalizzato)?

3. PEI e PDP: dalla Legge 104/92 alla legge 170/10


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1. Che cos’è il PEI (Piano Educativo Individualizzato)?

PEI vuol dire Piano Educativo Individualizzato, pensato per tutti gli alunni che presentano qualsiasi tipo di disabilità certificata. Il PEI è un tipo di documento che viene redatto a inizio anno scolastico e contiene al suo interno tutta la programmazione delle attività didattiche ed educative che vengono ritenute idonee per il raggiungimento degli obiettivi scolastici e contiene metodi, materiali e criteri di valutazione ðŸ’ª 

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) rappresenta uno strumento fondamentale delle politiche di integrazione scolastica italiana. A livello legislativo questo ha trovato una prima formalizzazione con questa dicitura nella legge quadro 104/1992 âš–️

Il Piano Educativo Individualizzato, come detto, viene redatto ad inizio anno scolastico dalla scuola insieme ai servizi sociali competenti, in collaborazione della famiglia dell’alunno. Il documento è firmato da diversi soggetti, dunque la responsabilità appartiene a tutti coloro che prendono parte alla stesura. In base al caso specifico il documento verrà redatto in maniera soggettiva per ogni studente (non esiste infatti un modello prestabilito) âœï¸


Domande frequenti sul PEI (Piano Educativo Individualizzato)

Il PEI è obbligatorio?
È obbligatorio per tutti gli alunni con disabilità in base alla L. 104/92 e al DPR 24/2/94 ðŸ‘

Chi redige il PEI?
È redatto congiuntamente dalla Scuola e dai Servizi socio-sanitari che hanno in carico l’alunno.

Che ruolo ha la famiglia nella preparazione del PEI?
La famiglia collabora alla redazione del PEI (DPR 24/2/94) ðŸ‘¨â€ðŸ‘©â€ðŸ‘§â€ðŸ‘¦

Chi costruisce o sceglie eventuali modelli o strumenti per la compilazione del PEI?
La scelta di modelli o altri strumenti per la compilazione del PEI è di competenza di scuola e ASL (azienda sanitaria locale) ðŸ¥


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2. Che cos’è il PDP (Piano Didattico Personalizzato)?

L’acronimo PDP sta per Piano Didattico Personalizzato, che viene utilizzato per gli alunni con DSA (Disturbi specifici dell’Apprendimento) o BES (Bisogni Educativi Speciali) che non hanno quindi una disabilità certificata o per alunni che presentano difficoltà economiche, sociali, linguistiche ðŸ˜¦

La legge che per prima ha introdotto nel sistema scolastico italiano il Piano Didattico Personalizzato è la 170/2010, che si è occupata proprio dell'inclusione scolastica di ragazzi con disabilità e bisogni specifici.

Il PDP viene redatto dal Consiglio di classe, magari coinvolgendo anche la famiglia e le figure sanitarie. Viene firmato dalla famiglia, dai docenti e dal dirigente scolastico, ma la responsabilità è soltanto a carico della scuola ðŸ«

Questo documento deve essere redatto entro 3 mesi dall’inizio dell’anno scolastico e deve contenere oltre ai dati anagrafici dell’alunno, i criteri di verifica e valutazione, le misure da adottare in base alle problematiche legate a quel particolare alunno, una valutazione della sua abilità di lettura, calcolo e scrittura e altri dettagli legati al livello di comprensione del ragazzo ðŸ‘¨â€ðŸŽ“


Domande frequenti sul PDP (Piano Didattico Personalizzato)

Il PDP è obbligatorio?

Il PDP è obbligatorio solo per i DSA, non è necessario per tutti i BES, in molti casi la scuola può decidere di mettere in atto delle strategie didattiche di intervento senza formalizzarle nel PDP ðŸ¤“

Chi redige il PDP?
È redatto solo dalla scuola che può chiedere il contributo di esperti ma ne rimane responsabile ðŸ‘

Che ruolo ha la famiglia nella redazione del PDP?
Il PDP viene redatto in raccordo con la famiglia (Linee Guida 2011).

Chi costruisce o sceglie eventuali modelli o strumenti per la compilazione del PDP?
La scuola è libera di scegliere o costruire i modelli o gli strumenti che ritiene più efficaci.


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3. PDP e PEI: dalla Legge 104/92 alla legge 170/10

Ogni bambino in quanto “individuo” è unico e irrepetibile, non esiste una persona completamente uguale all’altra, e questo vale anche per l'apprendimento: ognuno apprende in modo differente e secondo i suoi tempi ðŸ•“

Lo sviluppo delle diverse abilità (motorie, linguaggio, di relazione e cognitive) avviene secondo certe tappe, che possono in molti casi, allontanarsi leggermente dalla norma, ma quando le irregolarità sono evidenti, il pediatra prescrive una visita specialistica dal Neuropsichiatra Infantile dell’ASL, per un consulto più approfondito.

Il Neuropsichiatra Infantile dopo la visita del minore se ritiene che ci siano delle anomalie, redige un documento (Diagnosi Funzionale) ovvero una descrizione della situazione che consente di identificare il tipo di patologia e dell’abilità compromessa e il livello di compromissione delle funzionalità, in base a degli specifici Codici internazionali dell’ ICD 10 (Classificazione Internazionale delle Malattie Fisiche e Mentali) redatti dall’ OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) ðŸ©º

Informati i genitori della condizione di disabilità fisica o mentale del figlio, della legge 104/92 e dei diritti “esigibili” connessi alla situazione, consegna la Diagnosi Funzionale e la domanda di Accertamento handicap dove chiederà anche l’assegnazione dell’insegnante di sostegno.

Una commissione medica dell’ASL accerterà la condizione di disabilità ai sensi dell’art. 3 comma 1 della legge 104 /92 âš–️


Che vuol dire condizione di disabilità secondo la legge 104/92?

È una condizione in cui una persona presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione e di riduzione dell’autonomia tale da rendere necessari un intervento di assistenza permanente, continuativo o/ e globale.


Come si procede al riconoscimento della disabilità? 

La commissione medica dell’ASL decide in base alla gravità dell’handicap di riconoscere determinati diritti, tra cui l’invalidità civile che nel caso di minori di 18 anni corrisponde all'Indennità di frequenza ovvero un assegno mensile che viene dato da settembre a giugno per sostenere le famiglie nelle spese relative alla frequenza di una scuola pubblica o privata o di un centro specialistico di riabilitazione.

Tramite raccomandata arriverà un verbale da consegnare a scuola insieme alla Diagnosi Funzionale del Neuropsichiatra e tutto poi sarà inserito in un fascicolo personale dello studente.

Dopo un breve inserimento scolastico dell’allievo con disabilità, il dirigente scolastico riunisce il GLO (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione) per redigere il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) dove viene definita la situazione iniziale dell’alunno e le tappe conseguite o da conseguire e mette in evidenza difficoltà o potenzialità dell’alunno.

il PDF è preliminare alla formulazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). I bambini con accertata condizione di “handicap”, hanno difficoltà di apprendimento non specifici, ma causati dalla loro disabilità e per questo hanno diritto all’insegnante di sostegno.


Cosa fa la scuola in caso di uno o più alunni con disabilità?

Sulla base del tipo di disabilità e del livello di gravità, il dirigente scolastico assegna le ore e l’insegnante di sostegno all’alunno disabile e nei casi più gravi oltre all’insegnante di sostegno viene richiesto anche l’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali e l’assistente igienico-personale (altrimenti detto assistente di base) secondo l’art 13 della legge 104/92.

Il massimo delle ore previste dalla normativa vigente, sono:

- 25 ore nella scuola dell’infanzia
- 22 nella scuola primaria
- 18 nella scuola secondaria, agli alunni in situazione di disabilità grave (art. 3 come 3 legge 104/92)


Qual è il ruolo dell’insegnante di sostegno?

L’Insegnante di sostegno è un docente che, fornito di formazione specifica, è assegnato alla classe in cui è presente, anche, l’alunno disabile. Grazie alle sue conoscenze particolari e alla sua competenza metodologica facilita l’integrazione e la socializzazione all’interno del gruppo-classe, la crescita personale e l’apprendimento di tutti gli studenti ðŸ‘©â€ðŸ«

L’insegnante di sostegno è coinvolto nella preparazione de PEI (Piano educativo personalizzato) in collaborazione degli insegnanti curriculari con l’aiuto del Neuropsichiatra e/o dallo Psicologo dell’ASL e i genitori.

La responsabilità dell'integrazione dell'alunno con disabilità e dell'azione educativa svolta nei suoi confronti è di tutta la comunità scolastica nel suo insieme. Ciò significa che non è giusto delegare al solo insegnante di sostegno l'attuazione del “piano educativo individualizzato” perché in tal modo l'alunno corre il rischio di venire isolato. Per fa si che venga integrato invece, è opportuno che tutti i docenti devono farsi carico della programmazione, dell'attuazione e verifica degli interventi didattico-educativi previsti dal PEI.


Cosa riconosce la legge 170/10?

La Legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA). Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal MIUR e attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell’ambito scolastico âš–️

Gli alunni con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) sono bambini che presentano delle difficoltà nell’acquisizione delle informazioni, già nelle prime fasi dell’alfabetizzazione, per mancanza dei prerequisiti di base. Sono bambini molto intelligenti, hanno un quoziente intellettivo nella norma o al di sopra di questa, ma hanno difficoltà in uno specifico dominio (italiano, matematica, ecc.) da qui disturbi specifici ðŸ“– ðŸ§® ðŸ“ 

Infatti prima di essere riconosciuti come tali dalla legge 170/10 che ne riconosce i diritti, venivano etichettati come pigri, svogliati, demotivati, proprio perché molto intelligenti, gli insegnanti non si spiegavano il motivo per cui non riuscissero ad apprendere.

Soltanto nei casi più gravi, venivano ricondotte alle disposizioni previste dalla legge 104/92 per situazioni cliniche e scolastiche caratterizzate da disabilità di altra natura (ad es.: sensoriale, motoria, relazionale o psichica). Questo aiuto poteva concretizzarsi, nelle situazioni più severe, anche con la richiesta di un insegnante di sostegno.

Il percorso che ha portato all’attuale legge, parte dal 2004, anno in cui fu redatta la circolare ministeriale con all’oggetto “Iniziative relative alla dislessia”, in cui si parla per la prima volta di misure dispensative e di strumenti compensativi, solo per i soggetti con Dislessia. Negli anni successivi sono state redatte diverse Note Ministeriali che portano in maniera graduale alla formulazione l’8 ottobre del 2010 della legge 170. Con questa legge gli studenti con DSA, hanno il diritto a beneficiare di misure dispensative, strumenti compensativi e di una didattica personalizzata ed individualizzata.

La legge 170/10 garantisce il diritto allo studio e il successo scolastico di questi ragazzi, cercando di intervenire prima possibile, con una diagnosi precoce, che permetta di ridurre i disagi legati alla sfera emotiva e relazionale, assicurando uguale opportunità di sviluppo delle proprie potenzialità e dei propri punti di forza, adottando strategie didattiche, strumenti e misure personalizzati.

La scuola, dopo un periodo di scolarizzazione, individua dei soggetti a rischio DSA, inizia un periodo di potenziamento, perché ognuno ha i suoi tempi per apprendere, dopodiché ha l’obbligo, secondo quanto previsto dall’art. 3 della legge 170 di segnalarlo alle famiglie ðŸ‘¨â€ðŸ‘©â€ðŸ‘§â€ðŸ‘¦


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Cosa sono i BES (Bisogni Educativi Speciali)?

I Bisogni Educativi Speciali si dividono in tre grandi aree:

1. Disturbi evolutivi specifici tra i quali i DSA (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) e l’ADHD, deficit di attenzione e iperattività, certificati dal Servizio Sanitario Nazionale o da specialisti privati. La scuola che riceve la diagnosi scrive per ogni studente un Piano Didattico Personalizzato e non c’è la figura dell’insegnante di sostegno

2. Disabilità motorie e disabilità cognitive certificate dal Servizio Sanitario Nazionale, che indicano la necessità dell’insegnante di sostegno e di un Piano Educativo Individualizzato

3. Disturbi legati a fattori socio-economici, linguistici, culturali come la non conoscenza della lingua e della cultura italiana e alcune difficoltà di tipo comportamentale e relazionale. Le difficoltà possono essere messe in luce dalla scuola, che osserva lo studente ed esprime le sue considerazioni, o possono essere segnalate dai servizi sociali. Non è previsto l’insegnante di sostegno e la scuola si occupa della redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP)


I DSA hanno l’insegnante di sostegno?

Per i DSA non è previsto l’insegnante di sostegno, perché ad essere compromesso non è il livello cognitivo, l’intelligenza, ma i prerequisiti di base che non gli permettono di acquisire le informazioni ovvero di apprendere attraverso la letto-scrittura, ma hanno bisogno di farlo attraverso altri modi, specificati nel PDP ðŸ‘©â€ðŸ«

💡 Siete curiosi di sapere di più su i DSA? Leggete il nostro articolo dedicato in cui vi spiegheremo cosa sono, come riconoscerli e come affrontarli. 


Come si fa richiesta del PDP?

La famiglia va direttamente in segreteria, presso il TSMREE (Presidio Territoriale di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva) dell’ASL di propria competenza, per compilare il modulo di accoglienza, che permette al soggetto di mettersi in lista di attesa per la valutazione psicodiagnostica.

La diagnosi di DSA deve essere effettuata da una équipe dell’ASL formata da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, che dopo una valutazione individuale con test standardizzati, redige una relazione clinica in cui viene certificato il tipo di DSA con gli specifici Codici Internazionali previsti dall’ICD 10 dell’OMS. Tale relazione deve essere portata dalla famiglia alla scuola ðŸ‘¨â€ðŸ‘©â€ðŸ‘§â€ðŸ‘¦  ðŸ‘©â€ðŸ«

Spesso le liste di attesa all’ASL sono molto lunghe e per questo che ci sono delle strutture private accreditate, o degli specialisti privati specializzati che effettuano la diagnosi con il rilascio della relazione clinica che la scuola è tenuta ad accettare e a redigere il PDP, in attesa del “documento di certificazione diagnostica” pubblico.

Una volta portata la relazione clinica al Dirigente scolastico, gli insegnanti hanno l’obbligo di redigere secondo quanto previsto dalla legge 170/10 il PDP (Piano Didattico Personalizzato).


Quali sono le differenze tra PEI e PDP?

Nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) gli obiettivi sono specifici per l’individuo con disabilità, diversi dalla classe.

Nel PDP (Piano Didattico Personalizzato) gli obiettivi sono gli stessi della classe, ma i modi per raggiungerli sono personalizzati ed individualizzati.

💡 Scarso interesse verso la scuola? Date un'occhiata al nostro articolo "Non ho voglia di studiare: ecco come ritrovare la motivazione negli studi" 


Conclusione

Ci sono numerose differenze tra PEI e PDP. Infatti sono documenti diversi, destinati ad alunni con problematiche differenti, il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è per gli studenti con disabilità (fisica o cognitiva) e il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è per gli studenti con disturbi specifici d’apprendimento (DSA) o altri BES (Bisogni Educativi Speciali) ðŸ“„

Nonostante siano di diversa entità, il PDP e il PEI hanno un fine simile, ovvero garantire la piena inclusione, all'interno del gruppo classe, degli alunni con difficoltà o disturbi dell'apprendimento, con problematiche comportamentali o con disabilità.

La collaborazione tra famiglie, scuola e sanità è fondamentale per la promozione del successo scolastico di ogni alunno e innalzare i livelli di istruzione, prevenendo la dispersione scolastica nel quadro delle pari opportunità di riuscita formativa ðŸš€

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Fabia M.